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mercoledì 26 gennaio 2011

Non è tutt'euro quel che luccica


Attenti questa è una cronaca senza valori

Le cose gli andavano male. Ora che il posto era deserto rischiava la decadenza per ruggine e ossidi.

Non come prima... quando sfavillava brillando... per averne c'era chi s'era venduto i genitori, tutti i figli, i fratelli e le sorelle, gli amici con testa, faccia e dignità, il canarino, un rene e perché no... anche il culo.

"Ah..." sbuffava Soldo...
"Che tempi!"... nel mentre che preparava il suo cartello:

A.A.A. TONDINO METALLICO OFFRESI GRATIS A CHIUNQUE DISPOSTO PASSARSELO E RIPASSARSELO... COSI', TANTO PER NON ARRUGGINIRE ASTENERSI AVIDI E COLLEZIONISTI.

Vuoi leggere come finiscono gli avidi?


giovedì 6 gennaio 2011

Soddisfazioni



Cronaca minuscola

"Che gran fortuna",
pensava Scarafaggio,
"esser belli a mamma propria..."
nel mentre che, passate le feste, se ne tornava al lavoro.

Stesso percorso e stessa fogna.

Ps: Firma qui anche tu un appello per la difesa dei diritti
di ogni scarafone lavoratore!


domenica 31 ottobre 2010

Gioco di stato



Paese che vai passatempi che trovi. Cronaca dal passato prossimo.

Da tempo non c'era più nessuno a mischiarle,
così Carte da Gioco ripercorrevano certi divertimenti vissuti.

"Vi ricordate, quando andava di moda quel gioco?",
chiedeva una alle altre carte,
"Ma sì, dai... quello famosissimo che ci giocavano in tutti i circoli, in tutte le bettole ed in ogni casa di quel paese. Com'era che si chiamava?...", insisteva la Carta indagando le amiche,
"Ma quale?", la interrogò allora un'altra, "Quello che uno ci calava sul tavolo e poi prendeva quel che c'era da prendere... Asso con asso, sei con sei, fante con fante?!"
"Sì! Sì! Quello!", esclamò la prima e aggiunse
"Quello lì, che si poteva fare anche la somma... Quattro e tre, sette... Tre e due, cinque... e così via fino a finire il mazzo!?"
"Oh sì, sì, sì!", ora ricordavano tutte,
"E che se uno riusciva a toglierci dal tavolo in un sol colpo...", continuava ancora la prima carta, "batteva sul tavolo gridan..."

Non fece a tempo a finire la frase che
le amiche saltarono dal mazzo gridando:

" - BUNGAAAA! - "

Carte non si sbagliavano. La "Bunga" fu per anni il gioco tipico di quel paese. Famoso anche all'estero, fu passatempo ideale per grandi, vecchi e piccini. Ancora oggi il suo inventore è citato nei libri di stato come Gran Cavaliere,
di scherzi e giocolerie.


mercoledì 22 settembre 2010

Occhio alle penne!



Cronaca di abilità diverse.

- "E sicchè guarda... mi sono schiantata dal ridere...", stava dicendo quella tutta imbottita e con le ruote piccine...

Le due erano vecchie amiche, e, reincontratesi dopo tanto, ora spettegolavano un po' tra di loro...

- "Insomma senti come è andata...", riprende la stessa, "Mi si mette seduto sopra e comincia a scorrere... e di qua e di là... volando tra le scrivanie... ti giuro, andava come un fulmine, e tutto l'ufficio dietro a gridargli... Dai, dai che ce la fai... ci sei ci sei ci sei... il record è tuo!"
- "Il record?", chiede allora l'amica scomoda, quella con le ruote grandi
- "Sì, sì sai... è come una gara..."
- "Una gara?!?"
- "Sìì, divertentissima"
- "Pure divertente???!!"
- "Sì, ascolta... fanno a chi ci mette di meno a: 1)scrivere una lettera, 2)mandare un fax, 3)fare una fotocopia... tutto senza mai alzarsi da me... ci pensi, seduti!!"
- "Ah loro non si alzano mai..."
- "No, no se no non vale... insomma fammi finire. Ad un certo punto proprio sul traguardo lui è volato via, partito per la tangente, è rotolato per terra come un Barattolo... fin sotto la Scrivania, tra le gambe della segretaria..."
- "Ohhh", la ferma l'amica scomoda, "Colpa del solito gradino, eh?"
- "Gradini?... Oh no", risponde la sedia imbottita, "Da me non ci sono gradini, abbiamo il parquet noi..."
- "Ah, avete il parquet voi..."
- "Ma certo che sì... è stato che Io ho inciampato con una Ruota in una Penna e sai com'è ... mi sono capovolta... e lui allora è volato via di sopra... un volo tremendo.... ci siamo messi tutti a ridere!"
- "Ah c'era una biro, sul parquet"... rifà la scomoda
- "Già una biro in terra... guarda una roba dal morire dal ridere!"
- ... (silenzio)
- "E tu?... come mai sola soletta oggi" domanda allora la sedia comoda all'amica scomoda rimasta attonita
- "Oh niente, anch'io oggi mi sono rovesciata... sai un marciapiede sconnesso... e così pure il mio lui è volato... proprio sotto ad un SUV... per fortuna che era parcheggiato e non in movimento..."
- "Roba dal morire dal ridere anche la tua!!?
- "Macchè... una roba da morirci... e basta.

Le due si guardano ed ora sì che si schiantano dal ridere all'unisono... perchè tanto loro in fondo in fondo sapevano di essere abili a cascare.

venerdì 17 settembre 2010

Cianfrusaglia romme



Cronaca di indicibili silenzi silenziosi

Il sole era già alto ora e Ciabatta dormiva, lì, a terra.
In tutto il trambusto che c'era stato all'alba ci aveva perso una sorella ed il piede che la calzava...

Dice che era stato per via che l'avevano sfrattato di corsa e portato altrove, quel piede, assieme poi anche all'uomo che c'era attaccato a quel suo piede...

Così adesso, per aiutarla a riposare, le altre Cianfrusaglie sparpagliate nel campo si passavano la voce mormorando:

"Zitte, zitte, fate piano non vedete che 'romme (dialettale per dorme)."
... nel mentre che Vento giocava a far volare i piccoli Fogli.



martedì 27 luglio 2010

Propaganda 3, 4, 5...


Cronaca da retropalco, ovvero di come certe repliche alla lunga non emozionino più neanche facendo tanta propaganda.

Mario (detto netta, ironizzando sul fatto che non dava mai una versione certa) dondolandosi al suo filo, filastroccava annoiato:

"UNO,
io son io e te non sei nessuno!
DUE,
ma che mi frega a me delle cose tue!
TRE,
rubo io e paghi te!
QUATTRO,
prima godo e poi TI schiatto!
CINQUE,
l'omertà serve a chiunque!
SEI,
il bell'asino che sei!
SETTE,
il tuo ano faccio a fette..."
....
evvia, evvia, propagandando la bella vita che faceva,
fino a...
"CENTO, muovo i fili e son contento!"

sabato 8 maggio 2010

e... Vualà!



Cronaca per tipetti svegli


"Pfui... ce l'ho fatta!"

Stufo di farsi prendere per le orecchie, Coniglio era scappato...

"Che poi...", diceva fra sé... "A che serve più? ... Bisogna essere proprio dei fessi per crederci ancora... al numero di me che esco dal cappello. Ormai lo sanno tutti che Quelli col Cilindro le magie te le fanno sì, ma con l'altra mano... Quella che non guardi."

E però corse via lesto,
tante volte lì di fessi ce ne fosse ancora.

venerdì 16 aprile 2010

Su la maschera!



Cronaca da un canovaccio consunto

"Basta con l'ipocrisia!... Da oggi verità!... Ammettiamolo, nessuno è perfetto... Abbiamo fatto errori, commesso peccati... Via la maschera!... Dicevano... Sì sì, poi però si vede che hanno cambiato idea..."

Questo rimuginava fra sé Faccia da Pulcinella mentre che ripassava la parte, pronta a riandare in scena...


giovedì 25 febbraio 2010

Allora... trattiamo?


Ogni trattativa ha i suoi colpi forti, certe trattative poi ne sparano tanti tutti assieme.

Allora vedo... chillo scamorzone tutto agghindato che si avvicina al tavolo e fa:
- "Ci siamo sentiti per telefono... sono l'onorevole... e non c'è bisogno che dica di più... Volevo trattare con lei la questione della..."

e allora il mio padrone gli dice:
- "Uè piezzo e furmaggio muffito, ma tu che tieni pe' trattà cu'mé?!"

e allora lo scamorzone dal colletto bianco un po' sudaticcio gli dice al mio padrone:
"Lo sa sono nel posto giusto... ho la possibilità... e conosco quello e quell'altro e poi noi bla e bla e bla..."

allora il mio padrone guarda dritto in faccia quel provolone molto onorevole e gli fa:
"... Forse non m'hai capito, sei un poveretto... t'ho chiesto che c'hai pe' trattà cu'mé!?"... e siccome è un tipo pratico e non ci ha tempo da perdere per farsi capire mi prende da sotto il tavolo e mi ci butta sopra, al tavolo.... quello della trattativa e fa:
"Io ci ho questo, ti basta?"

Feci un figurone, e la trattativa si chiuse nel migliore dei modi.
Per il mio padrone, ovviamente.

giovedì 18 febbraio 2010

Mani pulite due, il ritorno.



Cronaca di fattacci già rivisti, alla fine vedrai gira e rigira ci resta solo qualche pollo, la volpe no, quella sarà già lontana dal pollaio, con tutti i suoi volpacchiotti e anche qualche vecchio lupo.

Anche questa volta il lavoro c'era, ben pagato e tutto al nero... che tanto sapevano come maneggiarlo il nero.

"Ah, ah, ah... "
Se la ridevano fra loro...
"Anche quella volta dicevano che era un'indecenza. Ti ricordi come strillavano... che quei signori erano dei gran corrotti e che erano dei miserabili ladroni e che ci avevano le mani sporche, prima, quando quelli rubavano, nel passato, ... Ah, ah, ah... E ti ricordi poi quando hanno detto che era arrivato il tempo di averci le mani pulite... Ah, ah, ah..."

e ridevano e ridevano... e intanto però contavano i soldi.

la coppia era vecchia del mestiere, la migliore sulla piazza
sull'etichetta c'era scritto:
- Premiata ditta Guanti Bianchi di fu già Guanti Bianchi Uno -
- mani candide e... senza impronte! -
era lo slogan di famiglia.

mercoledì 10 febbraio 2010

L'ultimo chiuda la porta



Cronaca fra le righe, anzi no, fra le sbarre.

"Al paese mio"... Chiave parlava fra sé... "non c'era bisogno di chiudersi dentro casa... perché ormai di ladri, fuori, non se ne vedeva più... e così alla fine... m'è toccato di emigrare quaggiù!"
...
"Ma... ma qui è un deserto...", brontolava ..."Oh dove sono tutti? Oh che inganno è?", e dicendolo girava il suo occhiello per guardare questo quaggiù tutto attorno...

- L'ULTIMO CHIUDA LA PORTA! -
era una scritta, su un muro, accanto a una chiave (un altra), infilata in un portone, che chiudeva un'inferriata, che non se ne vedeva la fine, tanto a destra quanto a sinistra e sopra, piccino piccino, riusciva a leggerci...
- PRIGIONE -

...allora Chiave fa a sua sorella, quella nella toppa del portone,
"Scusa... ma dove sono tutti?" ...e essa (l'altra chiave) senza girarsi gli risponde acida... "Ma da dove vieni, cafona... non sai leggere?!"

... e lì Chiave scoprì l'inganno.

giovedì 29 ottobre 2009

E allora fagioli!



Cronaca di disperazione e assurdità

"Ma qui le cose vanno a rotoli...", diceva uno a bordo strada,
"Già", gli faceva eco un altro, "Gira e rigira pare tutto un enorme minestrone!"con il giornale aperto sull'ultima notizia.

Gli unici felici erano loro ...
"Non s'è mai visto un minestrone senza Fagioli,
vedrai s'aumenta anche di prezzo!" dicevano i borlotti
ed entusiasti saltellavano come fossero messicani.

giovedì 3 settembre 2009

Querela e la sua bolla



Attenti, prima di leggere questa cronaca è meglio che vi procuriate un legale.


Fu il suo periodo d'oro. Prima di allora era in disuso. Nessuno vi ricorreva più, per vederne i frutti ci voleva troppo, anni e un mare di soldi in parcelle.
Poi ci fu 'o miracolo.

Un tale, un santo, uno ricco, un Mister Querela con tanto seguito la riportò in auge e tutti ripresero a querelarsi, per tutto.

"Lei mi ha fatto questo, e io la querelo! Ah, non me lo ha fatto?! E io la querelo lo stesso!" era la frase più scambiata, e giù di biro e carta bollata.

Al supermercato, in spiaggia, al lavoro, nei parcheggi, in famiglia era tutto uno scambiarsi dati per le querele. Fu divertentissimo. Ci furono anche centocinquanta milioni di querele l'anno in quel periodo. Uno valeva di più o di meno in base alle sue querele. Non importava nemmeno che fossero fondate, l'importante era sporgerle, poi si sarebbe visto. Non durò moltissimo ma fu splendore puro, fino a quando finì tutto in bolla...

Per inflazione di balle.

mercoledì 5 agosto 2009

Chiusi per ferie



La solita cronaca estiva

Era arrivato il solleone e Occhiale da sole, finalmente fuori dalla custodia, guardava il mondo a colori affumicati.

"Che mondo!", esclamava vedendo tutto quel che vedeva e, detto tra noi, ne vedeva di mondo e di cose succedere.

"Peccato", pensava fra sè, "Che anche quest'anno Occhi si perdano tanto spettacolo. Come sempre d'Agosto restano chiusi... per ferie".

E sconsolo sospirava.

giovedì 16 luglio 2009

Apnee




Cronaca da mancanze d'aria


"Io c'ero e lo sentivo!", diceva Maschera da Sub e proseguiva...

"Mi appannava tutta di sudore e inveiva e anche se parlava di naso si capiva che imprecava e poi offendeva e si agitava e ricominciava ad inveire ora contro questo ora contro quello... Mah!"

.... (sospensione da compensazione)

"Per forza dico io! Con questi caldi uno alla fine sragiona a starsene in apnea in mutande con me indosso davanti ai telegiornale."

giovedì 25 giugno 2009

Primati




Cronaca da un bel paese


Bonobo era un primate, un tipo semplice.

Amava: l'altruismo, la compassione, l'empatia, la gentilezza, la pazienza, la sensibilità ma più di ogni altra cosa amava fottere.

Fotteva pubblicamente molto e volentieri, dappertutto e a tutte le ore.

Fotteva col suo sesso, con l'altro sesso, con quelli più grandi, coi più giovani e se proprio non c'era nessuno si auto-fotteva con le sue stesse mani.
Era infaticabile, un vero campione.

D'altronde aveva un vantaggio... non doveva rendere conto a nessuno del suo fare perché nessuno gli aveva mai chiesto di occuparsi d'altro.

Restò male quando seppe di un ominide, uno importante, un capo di stato, uno tanto indaffarato... a fottergli il suo di primato.

venerdì 5 giugno 2009

Europa style



Cronaca da venditori d'altri tempi

Cravatta era raggiante, tronfia e super eccitata.
Sarebbe andata in Europa assieme a una marea di sue gemelle.

Era stata scelta a furor di popolo come indumento figo dell'anno, aveva surclassato alla grande magliette e maglioni, sbeffeggiati e con un marketing da veri sfigati.

"Certi cravattari sì che conoscevano il mestiere!
Quella era gente da bacio in bocca... altro che premi di produzione!"

Avrebbe detto poi, un giorno, dopo,
a pianeta disabitato.

lunedì 4 maggio 2009

Prove di divorzio



Cronaca pubblica e cartucce private

- "Basta ti lascio! Adesso ne ho le prove, sei un bastardo."
- "Ma di quali prove vai farneticando, carogna, sono io che sono stufo dei tuoi ricatti e che ti lascio!!"

Pistola e Pistola facevano le prove del loro divorzio e urlando si facevano sentire da tutti.

- "Va bene, va bene siamo d'accordo ci lasciamo. Basta con le prove, Adesso puoi rimettere la sicura."
- "No caro, prima rimettila tu."
- "Ma sei proprio una carogna!"
- "Certo e tu sei davvero un bastardo!!"

Il problema delle armi è che conoscono a menadito il gioco di minaccia.
Sarebbero andate avanti così, guardandosi bene dallo sparare in pubblico le proprie cartucce.

sabato 11 aprile 2009

Questione di metri



Cronaca di regole, cemento e morte

- "Ne avrò tirati su di muri io, eh? Ditemelo voi..."

Cazzuola parlava tra sé e, immaginando interlocutori, proseguiva:

- "Murissimi portantissimi e muretti da niente, volte a volte, solai, tetti, colonnati, ponti e che fatica ... Per secoli!"

Poi si agitava:

- "Roba tosta, altroché!! Fatta col Metro, quello buono per fare sia le case che le cose! Ma sì testoni il metro... la Regola d'Arte... tzé, che no!

Ora alzava anche la voce:

- "Ah, voi non ne sapete di regole?! E d'arte, nemmeno?! Del senno del buon padre di famiglia, poi?!... Pfui."

Quindi placandosi in un smorfia:

- "Per forza son cambiate case e cose. Dicevate che ci avevo un metro vecchio io, che oramai ci aveva i secoli lui, che non era più buono che erano più buoni quelli nuovi di metri, che erano più economici... Mi avete placcata d'oro e messa su uno scaffale a me, al mio metro... boh non s'è più visto."

Cazzuola scosse il manico fissò il vuoto e sbottò:

- "Economici davvero sì... A me pare ma che siano metri cubi di macerie, quelli sopra alle vostre di teste!"

E stette, tanto nessuno l'ascoltava.

venerdì 3 aprile 2009

Anima gemella cercasi



In un mondo di cloni tocca sapersi amare da sé soli?
Questa cronaca parla di clonazione, bioetica, integrazione raziale, conformità, stupidità, istinto procreativo, piccoli annunci e felicità.


Dolli era una pecora clonata, fu la prima. Dopo di lei infinite Dolli si sparsero per la terra, ognuna identica all'altra eccetto un'unica differenza, il numero dopo il nome... 1,2,3,4,5, 500, 1000, 1001 e così via. Ad un certo punto c'erano solo pecore Dolli.

Quando si accorsero di avere tutte lo stesso sesso e di non potersi accoppiare per tirar su famiglia furono prese da stupore ed indignazione.

- "Ma tu guarda questi qua che ci hanno creato... che razza di ritardati, va bene scordarsi qualcosa ma questo non mi pare un dettaglio da poco, per forza son spariti!" - Diceva Dolli enne.

Siccome era pecora pratica, non si perse d'animo ed espose il seguente annuncio:

AAA - anima gemella cercasi, non mi importa la razza, per condividere la vita con passione.

Di lì a poco Dolli ebbe i suoi figli, diversi da lei, tra di loro e da ogni altro.

Ora è nonna ed è felice, alla faccia dei suoi distratti creatori.

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